ALESSIO BONI/CAMERISTI DEL MAGGIO

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Lo spettacolo - legato alla figura di James Joyce, uno dei più grandi autori di narrativa del XX secolo - è costruito sugli innumerevoli interessanti spunti musicali presenti nei suoi testi, nelle sue poesie e nella sua biografia: la musica torna in tutti i momenti nodali del suo complesso percorso esistenziale e questo reading musicale si muove proprio sulla musica, intesa come componente costante, presenza fondamentale e imprescindibile nella vita e nell’opera di Joyce. James Joyce ha provocato una rivoluzione copernicana nella letteratura occidentale, al punto che, dopo di lui, l’arte della scrittura non è mai più stata la stessa. Carmelo Bene definì l’Ulisse come “il libro della storia umana”. Anche se lo hanno veramente letto in pochi (come ancor di meno il successivo e addirittura più complesso Finnegans Wake) questo è il romanzo più determinante del ventesimo secolo. Eppure quella sua moderna Odissea si sviluppa nell’arco di una singola giornata di un uomo qualunque. L’intenzione dell’autore è quella di raccontarci i pensieri che si susseguono nella mente dei personaggi come un flusso ininterrotto che si ramifica in mille rivoli per associazione di idee. Si mescolano linguaggi diversi e la più minuta banalità del quotidiano si intreccia con la cultura, con la filosofia, con l’inconscio e con le pulsioni del corpo. Tutto questo sgorga con assoluta libertà, ancor prima, volutamente, che il pensiero razionale ne organizzi una scrittura ordinata, logica e conseguente, come abitualmente accadeva in letteratura. La vita di Joyce e la sua produzione costituiscono un percorso unico che ci fa comprendere in profondità il suo vero pensiero, se noi ci addentriamo nella sua memoria facendola rivivere. Aiutandoci a comprendere chi è Joyce. Ed è ciò che avviene in questo nostro James Joyce_Chamber Music, che non a caso ricalca il titolo della sua prima e unica raccolta di poesie. “Musica da camera” è quella che ha composto lui stesso adoperando le parole come si costruisce una sinfonia, quella ne accompagna l’intimità nel suo appartarsi dal mondo, quella creata dai musicisti che lui stesso ha ascoltato e anche suonato e cantato. Quella nuova, infine, che è stata appositamente composta in questa occasione a complemento della sua memoria, perché è la sua memoria che qui ci parla di lui in prima persona, con la forma del monologo interiore. (Gabriele Marchesini e Elena Marazzita)
Artists
Letture da
Joyce Chamber Music

Testo originale
Gabriele Marchesini

Musiche originali
Lorenzo Fiorentini

Regia
Gabriele Marchesini

Voce recitante
Alessio Boni

I Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino

Evento in collaborazione con
AidaStudio
Concorso Michele Novaro
Relais Santa Croce by Baglioni Hotels