Informiamo il nostro pubblico che nell'ambito delle misure cautelari a tutela della salute e in ottemperanza alle disposizioni ricevute (DPCM 10 aprile 2020 emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri) le recite di Fidelio del 28 e 31 maggio sono annullate. Forniremo, in aggiornamento, ogni altra necessaria informazione e notizia.
Unicum della sua produzione,
Fidelio costò a Beethoven non poche fatiche: ben undici anni di lavori e ripensamenti sfociati in tre versioni dell’opera. Il soggetto tratto dal dramma di Jean-Nicolas Bouilly,
Leonora, o l’amor coniugale, era molto conosciuto al tempo e rientrava nel genere di gran moda della
pièce de sauvetage, in cui elementi romanzeschi e di attualità si fondevano in un intreccio avventuroso con una lieta risoluzione finale. La prima versione del 1805 fu tacciata di prolissità, la seconda, l’anno successivo, andò meglio ma senza ottenere gli effetti sperati. Beethoven prima di rimettere mano a questa creatura che non riusciva a domare fino in fondo decise di pazientare e dopo un decennio, ormai forte dei successi ottenuti in campo strumentale, tentò la terza e ultima revisione. Il libretto fu rivisto da Georg Friedrich Treitschke, furono eliminati alcuni brani, altri riscritti e ritoccati alcuni passaggi dell’orchestrazione. Il 23 maggio 1814
Fidelio è pronto per andare in scena e raccogliere, finalmente, il tanto agognato consenso. Nell’ultima versione Beethoven sviluppò pienamente temi a lui cari come la dialettica tra bene e male, tra giustizia e tirannia con conseguente trionfo finale della Ragione e l’Amore, valorizzandoli con una musica dai contenuti epici.